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La mia balena bianca: ego & sport

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Novembre, tempo di riposo (forzato nel mio caso, tanto per cambiare) e di buoni propositi. Il ponte dei Morti è il momento in cui, dopo approfonditi e svogliati studi preliminari, mi siedo davanti al mio nuovo quaderno di Tiger e butto giù i più o meno improbabili obiettivi per la prossima stagione. Ho un paio di fogli excel con tabelle e piano annuale, ma le cose mi piace scriverle a mano, su carta. E poi quel quaderno “sky-sun-mud” mi ha attirato, sembrava fatto apposta per me.
Infido mese, novembre è fame e nausea. E' voglia di velocità, di gare troppo lontane, di primavera. E' apatia verso corse attese per mesi e che ora sembrano solo un ricordo lontano, col buio che avanza tagliando i pomeriggi e la voglia di allenarsi. Sfogliando l'ennesimo libro sull'allenamento (ma ormai posso spacciarle come “spese per l'Uni”) mi imbatto in un paragrafo interessante: Selfish Runner's Syndrome (La sindrome del runner egoista). In questo periodo di stacco ripenso alle…

Quel che resta dell'Alta Via

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Due anni (quasi) esatti fa, finiva l'avventura di Giulia & Alberto in AltaVia. In vena nostalgica vado a riguardare la pagina facebook che avevamo creato per quell'avventura. “442 chilometri che percorrono la nostra regione, 17 giorni a disposizione, 1 tenda e tanta voglia di guardarsi dentro e intorno.” è la scarna descrizione.  Tre settimane fa il sempre solerte social network mi aveva riproposto ciò che avevo scritto alla vigilia della partenza condividendo la suddetta pagina: “Cari tutti, si va! come forse (non) sapete abbiamo deciso di lanciarci nell'impresa di percorrere l'Alta via di Monti Liguri, 440km da Ventimiglia a La Spezia. Per non sentirci troppo soli abbiamo creato una pagina su cui caricare foto ed impressioni del viaggio. Sarà inoltre un piacere se qualcuno di voi vorrà condividere con noi un pezzo di sentiero (se riusciamo vi aggiorniamo man mano sulla nostra posizione). Soprattutto se portate del cibo!”. Insomma, non eravamo esattamente delle macch…

TorCountdown - 0

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Settembre è arrivato. Ci siamo. E' tempo di Tor des Geants. Vorrei dire “finalmente”, ma più si avvicina la partenza più mi sento piccolo e più vorrei avere altro tempo per prepararmi. Ma la sabbia nella clessidra si sta esaurendo, ci siamo, si parte. Vorrei ricapitolare le motivazioni che mi hanno portato fin qui, vorrei rianalizzarle per poterne trarre forza e conforto nei momenti difficili che incontrerò lungo il mio cammino. Ma non mi vengono le parole giuste, non trovo più i perché. Quelli, l'ho detto mesi fa, li trovo solo quando mi viene levato il mio giocattolo: lo sport. Il Tor è la prova estrema. La volontà di fare sul serio, di prendersi sul serio come persona e come atleta. Il prendersi tempo per se stessi. La volontà di andare oltre. Oltre le colonne d'Ercole. Oltre la fatica, il dolore, la mancanza di sonno. Oltre il dislivello, oltre il maltempo. Il Tor è metafora di vita. Ci saranno i momenti difficili, sarebbe stupido negarlo. Arriveranno il “chi me l'…

Non solo chilometri: allenare l'intestino

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Quando dico a un non addetto ai lavori che sto preparando una corsa di 330km solitamente mi sento dire (oltre al “sei pazzo” e al “nemmeno in macchina li faccio io) “chissà quanto ti stai allenando”. Domanda ovvia, ma che non inquadra esattamente cosa significa prepararsi per una sfida così importante.
E' un errore comune commesso anche da atleti di qualsiasi livello in effetti: si ragiona esclusivamente in termini di volume di allenamento. Ore, chilometri, dislivello, frequenza cardiaca e potenza sono parametri fondamentali per programmare e analizzare gli allenamenti. Sono una condizione necessaria per giungere al traguardo, ma non sufficiente. C'è un mondo al di fuori dei chilometri.
Per carità, la visione si sta già ampliando molto, con l'avvento del “core training” e di mille attrezzi la preparazione fisica per gli sport di resistenza sta uscendo (grazie a Dio) dalle palestre, sta abbandonando le squat machine per concentrarsi su plank ed esercizi di propriocezione.�…

Liguria, ti amo ma ti lascio

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Agosto, e Genova è una fornace. E' tempo di montagna, tempo di Valle d'Aosta. Non c'è niente da fare, il mare proprio non lo amo. Due giorni e voglio scappare. Sono un pessimo nuotatore, odio la sabbia, il caldo, le spiagge affollate. La montagna è elitaria, come gli alberi si fanno più radi con l'altitudine così diminuiscono anche le persone e, soprattutto, i tamarri ed i palestrati. Non c'è solitudine in spiaggia, non c'è contemplazione, non c'è fatica, non c'è selezione. Ma non sono un alpinista, quindi i pensieri sulla montagna e sul turismo li lascio a chi è più titolato di me. Mi ritiro in altura e, a poco più di un mese dal Tor des Geants, c'è un senso di missione nel partire.Un senso di ricerca di ciò che non ho trovato in questi mesi qui: dislivello, altitudine, concentrazione. Prima di scappare dalla torrida Liguria però interrompo le mie imprecazioni contro il caldo per dedicarle un pensiero: tornerò presto, perdonami. Perdonaci tutt…

TorCountdown: - 10

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Mancano 10 settimane al Tor des Geants 2017. Al mio Tor.  Voglio inaugurare così questa rubrica, TorCountdown, in cui cercherò di raccontare l'avvicinamento a questa avventura lunga, se ne avrò la forza, 330 km. Trecentotrenta chilometri. Fanno paura. Sono sempre stato un ferreo sostenitore del "di ciò di cui non si può parlare si deve tacere" Wittgensteiniano. O meglio: ho spesso usato (forzato?) questa frase per convincermi che certe cose meglio tenersele per sé. E quando i non addetti ai lavori mi fanno delle domande sul'allenamento e le gare preferisco restar vago per non dare l'idea del fissato. Cosa che sono senza dubbio, perché nonostante il tempo che dedico all'allenamento non sia certo quello di un top runner, il tempo e l'attenzione che occupa nella mia mente lo sport è elevato, elevatissimo. E su tutto questo domina da anni un chiodo fisso, che ciclicamente mi leva qualche ora di sonno: Il Tor des Geants. Tuttavia, se l'esperienza delle due se…

La Rigantoca: storia di un weekend a pois

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E' il rito di iniziazione per ogni vero escursionista genovese. E' un viaggio contromano e contro il tempo, dal mare ai monti e dalla notte al giorno. E' la Rigantoca, la marcia (non competitiva) che dal RIGhi porta all'ANTOla e termina a CAprile, sperduto paesino sopra Torriglia. 42 km che ti portano lontano, lontanissimo, fuori dal mondo. Non è una manifestazione storica (è nata solamente nel 2000) ma l'idea di raggiungere l'Antola, la montagna simbolo dell'escursionismo genovese, direttamente da Genova ha immediatamente fatto breccia nel cuore di centinaia di persone. E nel mio, ovviamente! Così dopo qualche anno di tira e molla ho rotto gli indugi ed ho cerchiato l'11 Giugno in rosso: immancabile, a qualsiasi costo.

Considerazioni pre-iscrizione e partenza: La Rigantoca è un sogno, un simbolo. Uno spettacolo l'idea di andare sull'Antola partendo praticamente da casa (cosa che volevo far sul serio). E' il battesimo di ogni vero genov…